Nel sud-ovest della Sardegna esiste un tratto di costa che conserva intatto il suo carattere più autentico e selvaggio: è la Costa Verde, un territorio dove la natura domina il paesaggio e il tempo sembra scorrere a un ritmo diverso. Ampie spiagge dorate, alte dune modellate dal vento e imponenti scogliere raccontano una Sardegna meno conosciuta, ma profondamente affascinante.
La Costa Verde si estende lungo il litorale dei comuni di Arbus, Guspini e Fluminimaggiore, in una zona poco urbanizzata e caratterizzata da grandi spazi aperti, silenzi e panorami di rara bellezza.
Un paesaggio scolpito dal vento e dal mare
Ciò che rende la Costa Verde unica è l’armonia tra elementi naturali molto diversi tra loro. Le dune di sabbia, tra le più alte d’Europa, si spingono verso il mare creando scenari quasi desertici, mentre alle spalle si sviluppa una fitta macchia mediterranea fatta di ginepri secolari, lentischi e ginestre, modellati costantemente dal maestrale.
Le spiagge, spesso difficili da raggiungere e per questo poco affollate, regalano una sensazione di isolamento totale. Tra le più conosciute ci sono Piscinas, con le sue dune monumentali, e Scivu, una lunga distesa di sabbia battuta dalle onde, amata da chi cerca un contatto diretto e autentico con il mare.
Un rifugio naturale per la fauna protetta
La Costa Verde non è solo spettacolo visivo, ma anche un importante ecosistema. In questo territorio così isolato e preservato, alcune spiagge diventano luoghi di nidificazione per la tartaruga Caretta Caretta, una specie protetta che sceglie tratti di costa tranquilli e poco antropizzati per deporre le uova.
La presenza di questi animali è un indicatore prezioso della buona salute dell’ambiente e sottolinea l’importanza di un turismo rispettoso, attento e consapevole.
Tra mare e terra: la memoria dell’archeologia industriale
Accanto alla natura incontaminata, la Costa Verde custodisce anche un patrimonio storico meno noto ma di grande valore: quello dell’archeologia industriale mineraria.
Tra Ottocento e Novecento, questa zona è stata uno dei cuori dell’attività estrattiva sarda. Oggi, lungo la costa e nell’entroterra, si incontrano ruderi di miniere, villaggi operai e strutture industriali dismesse, testimonianze silenziose della vita dei minatori e del profondo legame tra lavoro, mare e territorio.
Luoghi come Ingurtosu, Montevecchio e Naracauli raccontano una storia fatta di fatica, comunità e trasformazione del paesaggio, che oggi convive con la forza rigenerante della natura.
Un posto del cuore da vivere con rispetto
La Costa Verde non è una destinazione da “consumare”, ma un luogo da attraversare con lentezza, ascolto e rispetto. È il posto ideale per chi cerca silenzio, spazi aperti e un contatto autentico con la Sardegna più vera, lontana dai circuiti più affollati.
Che si tratti di una passeggiata tra le dune, di un tramonto sulle scogliere o di una visita ai villaggi minerari abbandonati, ogni angolo della Costa Verde lascia un segno profondo e diventa facilmente un posto del cuore.