A pochi chilometri dalla scintillante Costa Smeralda, c’è un #PostoDelCuore che custodisce millenni di storia. Ci troviamo nel sito archeologico del Nuraghe La Prisgiona, nel Comune di Arzachena, un luogo che apre le porte sull’enigmatica cultura nuragica e lascia immaginare come potesse mostrarsi un tempo questo vibrante villaggio.
Cosa puoi visitare a La Prisgiona
La Prisgiona è un “complesso” archeologico nel senso più letterale del termine: un mastio centrale a thòlos affiancato da due torri laterali che insieme formano un bastione triangolare. Il tutto racchiuso da un muro di cinta e circondato da un villaggio di capanne, circa 100 unità distribuite su più ettari. Alcune di queste organizzate in piccoli “blocchi” con viuzze lastricate, indice di una società strutturata e specializzata.
Nelle vicinanze dell’edificio principale è stato rinvenuto un antico pozzo, profondo oltre sette metri e ancora funzionante che, insieme alla copertura a “falsa cupola” del mastio centrale, testimonia tecniche costruttive avanzate. Nel sito è stata ritrovata anche una “capanna delle riunioni” con una panchina ad anello pensata per circa 12 persone, che suggerisce momenti di rito o assemblea rivolti a membri di spicco della comunità.
La storia del sito archeologico
Gli studi e gli scavi indicano che il sito è stato occupato nel primo millennio a.C., principalmente tra il XIV e il IX secolo a.C., con segni di frequentazione anche in epoche successive. Per dimensioni e caratteristiche, è considerato uno dei più importanti insediamenti nuragici della Gallura.
Il nome “La Prigione”, in sardo Prisgiona, rimanda alla maestosità della struttura che in origine doveva apparire come un luogo inespugnabile. Aveva infatti l’aspetto di una vera e propria fortezza-villaggio: mastio imponente, cortili, capanne, botteghe per lavorazioni artigianali, quasi una metropoli di altri tempi.
Oggi il complesso è stato in parte riportato alla luce grazie alle operazioni di scavo e restauro: i percorsi di visita si snodano tra le pietre grigie del granito, alcune strutture sono totalmente visibili e altre aree del villaggio sono parzialmente interrate, in attesa di futuri scavi. Le campagne archeologiche, in anni diversi e ancora in corso, hanno affinato la lettura del sito e catalogato reperti che ne confermano l’importanza.
All’interno del pozzo, ad esempio, sono stati ritrovati un antico distillatore e altri vasi, alcuni con segni di riparazioni e decorazioni particolari: non solo oggetti d’uso, ma probabilmente contenitori con valore simbolico o rituale. Inoltre, nel sito sono stati rinvenuti un forno preistorico per la cottura del pane e, sotto i viottoli lastricati che mettevano in comunicazione le capanne, delle canalette di drenaggio per l’acqua piovana.
Come raggiungere e visitare la Prisgiona
La Prisgiona si raggiunge facilmente da Arzachena, il sito dista all’incirca 6 km dal centro cittadino. La zona circostante è arricchita da molti altri siti archeologici come il Tempietto di Malchittu o la Tomba dei Giganti di Coddu ‘Ecchju,visitabili anche congiuntamente.
Gli orari di visita possono variare in base alle stagioni, così come il costo dei biglietti a seconda del numero di monumenti che si desidera visitare. Spesso inoltre vengono organizzate delle visite guidate per vivere un’esperienza a diretto contatto con le testimonianze di una storia antica e per provare ad immaginare la vita di chi, oltre duemila anni fa, popolava il territorio.
Per informazioni e prenotazioni è utile visitare il sito ufficiale dell’ente che gestisce il parco archeologico di Arzechena.